Il “Piccolo Buddha”: quando un figlio genitoriale occupa il trono
- Arturo Russo
- 14 lug
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 25 lug
Caso clinico.
Introduzione
Giovanni ha undici anni. È curato, veste con attenzione, e quando entra in seduta familiare per la prima volta, si siede in una posizione defilata, lontano dal padre. Ma lo guarda frontalmente, a specchio. Braccia larghe sui braccioli della poltrona, sguardo deciso, a testa alta. Un re. Un re sul suo trono. I suoi genitori, quasi come una profezia, lo chiamavano da neonato “il Piccolo Buddha”.
Giovanni non sembra impaurito, ma piuttosto consapevole della posta in gioco. Usa parole da adulto, parla di libertà e diritti. Atteggiamento tipico di un figlio genitoriale. Non vuole avere nulla a che fare con il padre. La sua posizione è chiara: questo è un luogo dove qualcuno cerca di costringerlo a un incontro che non desidera. E lui si oppone.




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