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Uomini e violenza: una riflessione necessaria

  • Immagine del redattore: Arturo Russo
    Arturo Russo
  • 1 lug 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 24 lug 2025


La violenza contro le donne non è soltanto un problema di cronaca, ma un sintomo doloroso di una cultura che spesso fatica a riconoscere i propri meccanismi distorti.


Parlare di questi temi richiede coraggio, lucidità e soprattutto disponibilità ad ascoltare, prima ancora che a spiegare.


Uno dei nodi centrali emersi nel riflettere su alcune recenti tragedie, come quella che ha coinvolto Giulia Cecchetin, è il rapporto uomo-donna nella società di oggi.

Mentre le donne lottano (con forza e legittimità) per una parità reale, molti uomini sembrano ancora disorientati. Si trovano a fare i conti con un'identità maschile che sta cambiando, ma per la quale spesso non hanno modelli nuovi e sani di riferimento.


Quando una relazione di coppia finisce, emergono dinamiche profonde: emozioni, storia personale, aspettative non espresse. In questi spazi vuoti, spesso si infilano il controllo, la gelosia, l'ossessione. Sentimenti che vengono vissuti come amore, ma che amore non sono. È in questi momenti che la libertà dell’altro viene messa in discussione, e a volte annientata.


Il ruolo delle relazioni intorno alla coppia

Un aspetto che raramente viene approfondito è il ruolo degli amici e delle persone vicine. Cosa possiamo fare, nel nostro piccolo, se vediamo una persona cara vivere dinamiche tossiche o pericolose? Cosa significa essere una "presenza significativa" in un momento critico?


Spesso chi è coinvolto direttamente non riesce a vedere chiaramente, mentre chi sta attorno potrebbe essere un ponte tra la confusione e la consapevolezza. Ma questo richiede ascolto attivo, empatia, capacità di non minimizzare.


Come uomini, quale responsabilità abbiamo?

Forse la domanda più importante è: cosa possiamo fare, come uomini, per cambiare le cose? La risposta non è semplice, ma può cominciare da qui:

  • Parlare tra uomini, senza vergogna, dei propri vissuti emotivi, fragilità, paure.

  • Imparare a riconoscere i segnali di una relazione malsana.

  • Non giustificare il controllo, la gelosia, l’aggressività come “amore”.

  • Essere disponibili quando qualcuno intorno a noi manifesta sofferenza relazionale.


La violenza non inizia all'improvviso, ma molto prima: nei pensieri non detti, nei silenzi, nelle giustificazioni. Per questo è fondamentale costruire spazi in cui sia possibile riflettere, confrontarsi, mettersi in discussione.


Solo così possiamo iniziare a scardinare una cultura che, troppo spesso, ha chiesto alle donne di difendersi, invece che agli uomini di cambiare.


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