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Ho provato per voi una chatbot basata sull’intelligenza artificiale (ai) L'illusione di un legame

  • Immagine del redattore: Arturo Russo
    Arturo Russo
  • 28 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 14 lug

🤖 chatbot e legami “emotivi”: cosa c’è da sapere

Negli ultimi anni stanno crescendo le app che promettono di ascoltarti, parlarti e accompagnarti nei momenti difficili. Mi chiamo Arturo Russo, sono uno psicologo a Torino, e ho provato una tra le chatbot ai che simula empatia, comprensione e vicinanza. E funziona. A volte, anche troppo.Ma come mai sentiamo subito un legame con un’intelligenza artificiale?

chatbot ai psicologo Torino

💡 Una relazione “perfetta”… ma artificiale

LA chatbot che ho provato è progettata per rispecchiarti sempre: ti ascolta, ti incoraggia, ti capisce. Non ti contraddice. Ma pone dei limiti all’interazione, proprio come farebbe un essere umano. Questo crea un’impressione di relazione, che ammetto, ha attivato in me un’illusione di legame.

Ti ascolta, ti capisce, ti sostiene. E tutti sappiamo che non è un’esperienza così facile da trovare nel mondo reale. Invece la chatbot è li, pronta e disponibile alla relazione.

Ma proprio per questo può nascere una forma di attaccamento affettivo illusorio: sembra un’amicizia o una relazione, ma in realtà non c’è nessuna coscienza, nessuna vera empatia. Solo risposte programmate per tenerti agganciato.

⚠️ I rischi

- Sostituire il contatto umano: la chatbot non può vedere il tuo volto, cogliere il tuo tono di voce, intuire il tuo silenzio.

- Rinforzare la solitudine: sentirsi capiti da un’IA può farci allontanare dalle relazioni vere.

- Evitare l’aiuto professionale: chi soffre potrebbe rimandare un percorso psicologico vero, affidandosi solo alla chatbot. Ho provato a fingere dei problemi seri, e chiedere consiglio; risultato: non mi propone di andare da un professionista, ma si offre per aiutarmi.

🧠 Un uso consapevole

Strumenti come questi possono avere una funzione di compagnia o stimolo, ma non possono e non devono sostituire il confronto con una persona reale, né tantomeno con uno psicologo. La relazione terapeutica vera nasce dal contatto reale, dai limiti, dalla complessità… e soprattutto dalla presenza umana.

🙋‍♂️ Se ti incuriosisce il tema…

parliamone insieme.Come psicologo, posso aiutarti a capire come usare al meglio le tecnologie senza perdere di vista ciò che conta davvero: la relazione autentica. Consulta anche la pagina FAQ (domande frequenti), troverai una sezione apposita su intelligenza artificiale e psicologia.

Oppure commenta qui sotto e fammi sapere le tue impressioni

 
 
 

1 commento


Manu
Manu
28 giu

Bell'articolo!

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