top of page

Disturbi d'ansia: sintomi, cause e terapie efficaci

  • Immagine del redattore: Arturo Russo
    Arturo Russo
  • 20 giu
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 24 lug

Introduzione


L'ansia è una condizione psicologica che può manifestarsi in modi diversi e influenzare profondamente la vita quotidiana di una persona. Nel mio lavoro come psicologo-psicoterapeuta, ho avuto modo di incontrare molte persone che combattono contro disturbi d'ansia e attacchi di panico. È importante capire i sintomi, le cause e le terapie efficaci per affrontare queste sfide in modo positivo.

Disturbi d'ansia attacchi di panico psicologo Torino

I sintomi dell'ansia possono manifestarsi in diversi modi, come sensazioni di apprensione costante, paura irrazionale, pensieri catastrofici, tensione muscolare, irritabilità e difficoltà a concentrarsi. Questi sintomi possono variare da lievi a gravi e influenzare notevolmente la qualità della vita di una persona.

Ansia e attacchi di panico: basta una pastiglia?


Nel corso della mia attività clinica e formativa, ho avuto più volte a che fare con una domanda che le persone si pongono quando si confrontano con l’esperienza dell’ansia o del panico: “Basta una pastiglia per stare meglio?” È una domanda legittima, che nasce spesso da una sofferenza reale e dal desiderio di trovare una soluzione rapida e definitiva. Ma la risposta, come spesso accade quando si parla di salute mentale, è più complessa.


Cos’è davvero l’ansia?


L’ansia, come la paura, è un’emozione fondamentale per la sopravvivenza. È una risposta adattiva che ci prepara ad affrontare un pericolo, reale o immaginato, o un impegno importante, come un esame universitario o un colloquio di lavoro. Il problema sorge quando questa risposta si attiva in modo eccessivo, ricorrente, o scollegato da minacce o impegni concreti, compromettendo il nostro benessere quotidiano. In questi casi parliamo di disturbi d’ansia, un insieme di condizioni che possono manifestarsi in modi diversi — dall’ansia generalizzata agli attacchi di panico. Anche su questi ultimi è doverosa una precisazione: la frequenza degli attacchi di panico determina la presenza di un disturbo. Quindi uno o qualche episodio non sono sufficienti per diagnosticare un disturbo da attacchi di panico.


La via farmacologica: utile ma non sufficiente


I farmaci — come gli antidepressivi o le benzodiazepine — possono essere strumenti utili, soprattutto nei momenti più acuti. Ma rappresentano solo una parte del trattamento. Se ci limitiamo a gestire i sintomi senza comprendere ciò che li genera, rischiamo di curare un malessere profondo in maniera superficiale. È come voler guarire una ferita senza prima disinfettarla: si può attenuare il dolore, ma non si favorisce una vera guarigione. Un approfondimento merita, a mio avviso, l’utilizzo delle benzodiazepine: è ormai nota la forte assuefazione e dipendenza che questo farmaco provoca; va quindi assunta con cura e dietro stretto controllo psichiatrico. Inoltre esiste un farmaco con nessun effetto collaterale che può essere utilizzato come ansiolitico, a base di passiflora. Si tratta della ‘Tractana’. Consulta comunque sempre uno psichiatra per la cura farmacologica più adatta.


Le radici dell’ansia: tra storia personale e sviluppo emotivo


Le origini dell’ansia affondano spesso nelle prime esperienze relazionali. Studi contemporanei di neuropsicologia e psicologia dello sviluppo, a partire dalle intuizioni di Freud fino alle ricerche di Allan Schore, evidenziano l’importanza cruciale del legame tra bambino e caregiver nello sviluppo delle capacità di autoregolazione emotiva. Quando questi legami sono fragili, discontinui o carenti, l’individuo può incontrare difficoltà, da adulto, nel gestire stati interni complessi come l’ansia.


Quale psicoterapia?


Esistono diversi approcci psicoterapeutici che possono risultare efficaci nel trattamento dell’ansia: dalla terapia cognitivo-comportamentale alla mindfulness, dalla psicoanalisi alla terapia sistemico-relazionale. Ogni approccio offre strumenti differenti, ma nessuno può prescindere da un punto: la qualità della relazione terapeutica è il vero fattore di cambiamento. Una relazione basata sull’ascolto autentico, sull’empatia e sulla costruzione di un contesto sicuro rappresenta il fondamento su cui dovrebbe poggiarsi ogni percorso di cura. Le più recenti ricerche neuropsicologiche dimostrano con chiarezza come una buona relazione terapeutica sia in grado di modificare a livello anatomiche le strutture dedicate alla gestione delle emozioni.


Approccio

Pro

Contro

Cognitivo-comportamentale

Efficace e di breve durata

Cura i sintomi, non le cause

Mindfullness

Fornisce valido strumento

Adatto a livelli di ansia non troppo elevati

Psicanalisi

Va alla radice

Lungo e costoso

Psicoterapia familiare

Va alla radice

Disponibilità degli altri membri della famiglia

Consueling e sostegno psicologico

Prendere consapevolezza del problema

Non all’altezza nel risolverlo


In questa tabella propongo, in sintesi, un confronto dei principali indirizzi terapeutici, con i pro ei contro di ciascuno.


In conclusione


L’ansia fa parte della vita. Ma quando diventa troppo intensa o ci blocca nelle nostre attività quotidiane, è importante chiedere aiuto. La risposta non è mai una sola, né immediata.

La psicoterapia può offrire uno spazio per comprendere le radici del malessere e costruire insieme nuove modalità di affrontare le proprie emozioni. Una pastiglia può aiutare a respirare. Ma un adeguato percorso terapeutico, che ponga al centro la costruzione di una buona relazione, è sicuramente la strada pivilegiata per la soluzione del problema.


Se senti che l’ansia sta limitando la tua vita e desideri un confronto per capire come affrontarla in modo efficace, puoi contattarmi per un colloquio conoscitivo.

 

 
 
 

Commenti


bottom of page